C’era una volta ad Alessandria la caserma dei “pompieri”

28 Maggio 2018 | [Mappe], 2018, Numero 9

C’era una volta ad Alessandria, in via Piave, la caserma dei “pompieri”. Il personale dei Vigili del Fuoco ha operato a stretto contatto con centinaia di giovani che, soprattutto dopo la smilitarizzazione del Corpo Nazionale dei VV.F. avvenuta nel 1961, hanno scelto un’alternativa civile e non armata al servizio militare obbligatorio.
I Vigili Volontari Ausiliari, così si chiamavano, hanno affiancato i VV.F. professionisti fino al 2005 anno in cui è stato abolito il servizio di leva. Venivano impiegati nei servizi interni alla caserma (cucina, bar, autorimessa, magazzino, accoglienza, …) e nelle squadre di emergenza con autobotti, autoscala, mezzi attrezzati per incendi, allagamenti, incidenti stradali, ecc.
Mesi vissuti con la consapevolezza di impiegare al meglio il proprio tempo, unitamente agli obiettori di coscienza e anticipando gli odierni volontari del Servizio Civile Nazionale (dal prossimo anno S.C. Universale).
La caserma è stata poi svuotata e chiusa dopo il trasferimento dei VV.F. in via S. G. Bosco.

Nella storia personale sono importanti le persone con cui si sono condivise esperienze ma… anche i luoghi contribuiscono a ricostruire parti del proprio percorso.
Quindi è stato normale nell’ottobre 2008, appresa la notizia che un gruppo di giovani determinati vi era entrato per riaprirla, andare a vedere cosa stava succedendo.
Osservare lo stato di abbandono e di degrado in cui era stata lasciata dopo un evento partitico mi ha convinto dell’idea che un bene pubblico, se inutilizzato e, peggio, abbandonato all’incuria, può essere rivendicato dai cittadini anche con l’occupazione forzata.
E tra gli slogan degli occupanti il più ricorrente era “riconsegnamo la ex caserma alla città”.

A distanza di quasi 10 anni il risultato è sotto gli occhi di tutti coloro che hanno partecipato anche solo una volta a un concerto, uno spettacolo teatrale, un dibattito, una cena di autofinanziamento, un’assemblea pubblica per i diritti delle donne o la difesa del territorio dalle grandi opere, alla presentazione di un libro, all’organizzazione di una manifestazione di cittadini, a un corso di lingua, per avere sostegno alla difesa dei propri diritti e altro ancora…
La Caserma si è trasformata in Laboratorio sociale, la restituzione alla città è compiuta ed è più attiva che mai!
Quando entro e partecipo alle iniziative condividendole con la varia umanità che vi si incontra mi si riallineano le esperienze passate con quelle che, soprattutto i giovani del Laboratorio, oggi stanno concretizzando senza essere “obbligati” da una legge dello stato; ciò che li guida sono i valori della partecipazione, dei diritti per tutti, del fare politica, come dicono, dal basso.

E ora devo andare: questa sera (Ettore ha scritto il proprio contributo, sabato 26 maggio .ndr) al Laboratorio c’è un concerto rap con artisti di alta levatura (per chi segue il genere) ma soprattutto con artisti nostrani che fanno parte di quel variegato mondo che frequenta e anima il Lab.

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Abbiamo deciso di ridisegnare la mappa del nostro territorio attribuendo nuovi significati

ai luoghi e ai personaggi che incontreremo sul cammino

Autore

Ettore Libener

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