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Gli esemplari rari

6 Dicembre 2018 | 2018, Cronache dal pendolarismo, Numero 26

Se seguite questa rubrica ormai lo sapete. Dopo anni di irreparabile pendolarismo sono arrivato a definire una vera e propria fenomenologia del pendolare. Una catalogazione ben precisa delle varie tipologie dei frequentatori più assidui di Trenitalia. Delle categorie più importanti e numerose abbiamo parlato più volte, e ormai le conoscete bene. Sono anzi sicuro che, se vi capita di viaggiare in treno, ne sapete abbastanza da poter facilmente capire se il vostro vicino di sedile è più un invadente, un incazzato o un rassegnato. Ma la fauna dei pendolari, in realtà, è praticamente infinita. Perciò ci occuperemo ora di alcuni casi particolari. Gli esemplari rari, appunto.

Il primo, non poi così raro ad essere sinceri, è quello che potremmo chiamare lo “schifiltoso”. Lo si riconosce facilmente fin dalla partenza. Il suo rituale quotidiano consiste nel salire sul vagone, guardare il sedile con una smorfia di incontenibile disgusto, spazzolarlo con la mano e, prima di sedersi sbuffando e scuotendo la testa, coprirlo con un telo, una sciarpa o un fazzoletto. E i suoi discorsi vanno inevitabilmente a finire sul luridume insopportabile di stazioni, vagoni e finestrini. Magari nel suo divano di casa vivono acari di un paio di chili, ma con i treni non ha nessuna pietà. Se tanto mi dà tanto, immagino, ogni mattina a colazione ingurgita un paio di Imodium per avere la certezza di non dover ricorrere alla temutissima toilette di Trenitalia.

C’è poi “l’egocentrico”, anche noto come il “cazzaro”. Si accomoda, si guarda intorno con aria trionfante, e inizia inesorabilmente a raccontare ad alta voce i suoi incredibili successi. Al lavoro, sui campi di calcio o in campo amoroso. Oppure le mitiche ed irripetibili avventure di quando era ragazzo. In tutto questo continua a voltarsi a destra e a sinistra, per essere sicuro che tutti i presenti possano bearsi delle sue imprese mirabolanti. E che siano ben consapevoli della fortuna che è loro capitata a poter condividere lo stesso vagone con un vip come lui. In genere, il cazzaro si accompagna ad un amico o collega di lavoro. Che chiameremo “l’impassibile”. E che da anni e anni, ogni santa mattina, ne subisce gli sproloqui fissandolo con aria inespressiva. Una statua di sale, di cui nessuno ha mai sentito la voce.

C’è poi un altro tipo di pendolare, questo invece davvero molto raro. Che potremmo definire “l’attrezzato”. Lui è un vero e proprio professionista del pendolarismo. Appena a bordo, infatti, estrae un armamentario degno di un volo intercontinentale. Cuscino da aereo, mascherina copriocchi, plaid. Gli manca solo il pigiama. Dorme tutto il viaggio, riuscendo immancabilmente a svegliarsi al momento giusto per scendere. Sto un po’ esagerando, dite voi? Per nulla, vi assicuro che io uno così lo incontro tutti i giorni, da anni. Spero almeno che non stia leggendo proprio ora…

 

[cronache dal pendolarismo – rubrica a cura di Fabio Bertino]
Il racconto di un uomo qualunque impegnato in una quotidiana impresa eccezionale:
viaggiare da Alessandria a Torino con un treno regionale

Ascolta “Gli esemplari rari”

Musica tratta da Best Freestyle Rap Instrumental Beat

Giancarlo Adorno legge Gli esemplari rari

Autore

Fabio Bertino 

ph. Paolo Gambaudo

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