Il pendolare e il mistero dello spazio-tempo

10 Gennaio 2019 | 2019, Cronache dal pendolarismo, Numero 28

Senza scomodare Albert Einstein e la sua teoria spazio-temporale, tutti sappiamo che tra il tempo e lo spazio esiste un legame diretto. Per capirci: se vado in bicicletta a 5 chilometri all’ora, impiegherò 2 ore per fare 10 chilometri. Se pedalo invece a 10 chilometri orari mi basterà un’ora sola. Siamo tutti d’accordo no? Non se ne scappa, è una legge della fisica. E invece no. Cioè, questa regola in effetti vale in generale. Ma non nel fantastico mondo del pendolarismo. Ore 7,15. L’altoparlante annuncia che il treno in arrivo da Genova viaggia con 5 minuti di ritardo. Ore 7,18, nuovo annuncio. Il treno arriverà con un ritardo di 35 minuti. Quindi, in soli 3 minuti ha accumulato altri 30 minuti di ritardo. Lo capite anche voi che in questo modo, con due semplici annunci, Trenitalia smentisce in un colpo solo tutte le teorie di Einstein, vero? Oppure. Siamo tutti seduti nel vagone in attesa della partenza. “Dlin-dlon. Avvisiamo i signori viaggiatori che il treno partirà con 10 minuti di ritardo, causa la congiunzione astrale tra Marte e Saturno. Ci scusiamo per il disagio”. Bene, pure per il viaggiatore occasionale non si tratta poi di un ritardo insopportabile. E anzi, per il pendolare incallito 10 soli minuti sono grasso che cola. Dopodichè, però, tutto tace. Silenzio, nessuna ulteriore comunicazione. Passano un quarto d’ora, 20 minuti, mezz’ora. Nulla. Siete ancora tutti lì, sul treno placidamente immobile sul binario. Ora, essendo impensabile che Trenitalia abbandoni nell’incertezza i suoi affezionati clienti per così tanto tempo senza dare una minima informazione, sono giunto alla conclusione che la spiegazione possibile sia una sola. A bordo di un treno regionale il tempo trascorre ad una velocità diversa rispetto al mondo esterno. Praticamente come nei viaggi interstellari dei film di fantascienza. Con la differenza che a volte sembra più semplice lanciare il Voyager nello spazio profondo che non spostarsi da Alessandria a Torino. E’ quindi una fortuna che Einstein non viaggiasse sui regionali di Trenitalia. Perché altrimenti oggi avremmo una teoria della relatività completamente diversa. La teoria della relatività a misura di pendolare.

 

[cronache dal pendolarismo – rubrica a cura di Fabio Bertino]
Il racconto di un uomo qualunque impegnato in una quotidiana impresa eccezionale:
viaggiare da Alessandria a Torino con un treno regionale

Ascolta “Il pendolare e il mistero dello spazio-tempo”

Musica tratta da I due superpiedi quasi piatti – Soundtrack 1977

Giancarlo Adorno legge Il pendolare e il mistero dello spazio-tempo

Autore

Fabio Bertino 

ph. Paolo Gambaudo

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