Per un pugno di storie – VI

14 Febbraio 2019 | !DORMOZERO!, 2019, Numero 33

(avventure trenodimensionali per giovani autostoppisti)
a cura di : !DORMOZERO!

Storia n°6

Credo che l’amore sia… ecco non riesco a dirlo

Ma come cazzo si fa a dare una definizione a qualcosa che provoca delle sensazioni così estreme ed opposte da far ammattire addirittura un Jedi votato alla castità che decide di copulare con una regina o forse la schiava (non si è mai capito), ammazzare tutti e tutto e procreare due gemelli separati dalla nascita ma non dalla forza ecc.
Cioè come posso analizzare tale schizofrenia? Non ho assolutamente gli strumenti per farlo.

All’inizio avevo pensato di scrivere qualcosa di personale, profondo ed estremamente riflessivo. Volevo riflettere sulla mia vita sentimentale attraverso la creazione di diversi flashback cercando di trarre, dalla stesura delle mia avventure un’eredità scritta e tangibile di quelle che sono le mie ipotesi sul concetto di amore. Insomma quattro pagine di pippone, dall’asilo all’università di un tipo qualunque che ha una normalissima tempesta ormonale e che non riesce a sfogare perché sfigato, pure mezzo strano. Niente di che come soluzione editoriale.
Allora pensa e che ti ripensa, ho avuto un’epifania e ho partorito l’idea di fare l’elenco delle cose che per me significano “Amore”. Mi metto a spulciare questo elenco ma il processo è troppo meccanico e pilotato dal caso, qualsiasi cosa poteva finire nel mirino del dogma “L’amore è…”, tant’è che a una certa ho ritrovato scritto su un foglio:

“L’amore è un gel lubrificante”

Va bene lasciamo perdere e troviamo qualcos’altro. Allora insieme al mio coinquilino Lore elaboro una teoria: “l’amore è un bisogno che cambia col passare del tempo.”
Secondo questa teoria quando siamo adolescenti il nostro bisogno di amore si esaurisce vivendo di sensazioni estreme ad esempio: sappiamo benissimo che i dolori sentimentali infantili sono i più duri da somatizzare, capaci addirittura di lasciare enormi cicatrici resistenti nella storia. Allo stesso tempo le esperienze nuove e appaganti vengono vissute felicemente con la stessa intensità.
Crescendo i bisogni maturano, e se prima la necessità era il motorino per scorazzare in giro con gli amici, oggi è la macchina, un lavoro…la tranquillità di una casa, l’indipendenza e qualcuno accanto con cui condividerla.
Si comincia a dare attenzione al futuro e alla possibilità di non passarlo da soli, sai che palle sennò.
Scegliamo così gli individui più simili a noi con cui poter condividere le nostre giornate, e sin da subito ci buttiamo a capofitto come facevamo da piccoli alla ricerca di quelle sensazione che provavamo nel vedere il volto dei nostri sogni e sapendo che mai nella vita ci avrebbe dato un bacio piuttosto si sfregiava con una bottiglia rotta.
L’amore comincia come una fucina che lavora a pieno regime, si passa il tempo a scopare come i ricci, perennemente appiccicati, instancabilmente insieme e non basta mai, ne vorresti sempre di più. Come un Furby a cui si è rotto l’ingranaggio continui a ripetere in modo ossessivo frasi dolci e romantiche che se un diabetico ti sente, muore. Uscite a cena andate a Gardaland, scappate dalle cariche della polizia insieme e correte per i corridoi dei musei (come se in The dreamers non ci fosse quel rompicoglioni biondo a reggere la candela).
Ma l’amore è questo? Può essere sintetizzato come quel sentimento che ti spinge a fare il primo passo e provarci? E’ amore nascondere all’inizio il peggio di te per non fare brutta figura? E’ amore stalkerare le persone su facebook, instagram, twitter, badoo, msn per sapere gli interessi comuni? E’ giusto parlare di amore in un mondo governato da aziende capitaliste che il 14 di febbraio vendono cuoricini di pezza fatti da operai sottopagati il cui unico scopo è arrivare sani e salvi a casa dalle loro famiglie?
No! L’“amore” non è solo quello che pensate voi. Non siete solo voi che vi limonate duro col vostro boyz o la vostra girlz. (o la vostra doll/dildo…) davanti a un bel film di Lino Banfi partito a caso su un sito di streaming pirata. Non siete voi che cuccate spudoratamente alla disco il venerdì sera adescando giovani ragazze maggiorenni dall’alto dei vostri trenta e passa anni. Non siete voi che rompete il ghiaccio con battute pessime al bar, non siete voi che vi infuriate per un’immotivata gelosia, non siete voi che vi ricordate sempre dell’anniversario di fidanzamento. Non siete voi che ve lo scordate. Non siete voi che vi adoperate per incastrare gli impegni della giornata creando uno spazietto in agenda per stare con l’altro. Non siete voi che vi costringete alla monogamia, non siete voi che praticate le orgie come uno sport agonistico. L’amore non è accontentarsi ma non è neanche l’essere pretenziosi.
No! L’amore è racchiuso molto spesso nei piccoli gesti della routine giornaliera, nel fare la spesa assieme, nel caffè alla mattina, nel dirsi buongiorno e il bacio sulla porta mentre te ne vai, il sentirsi per messaggio e borbottare dei corrispettivi capi, è fare gli stessi pensieri all’unisono. E’ farsi la doccia insieme, è un abbraccio sul divano mentre ti stai addormentando, è tua madre che ti chiama tutti i giorni. E’ una pentola di ragù, è tua nonna che finalmente ha messo la testa a posto.
Ma a volte tutto ciò non basta ….spesso col passare del tempo queste abitudini annoiano perché troppo facili da avere e incredibilmente difficile da mantenere. Per amare bisogna essere un po’ eroi. 
Allora quelle piccole cose cominciano a darti fastidio, inizi a notare i gesti più indesiderati dall’altro. Come quando piscio sull’asse, o scoreggio sotto le coperte, all’inizio può sembrare una cosa carina ma dopo un po’ stanca, fidatevi. Finisce che non riesci più a seguire la routine insieme all’altro e fai di tutto per evitarla, anche terribili cazzate solo per poter uscire dall’obbligo di presentarti tutte le sere a cena, perché è faticoso rendere conto a qualcuno.
Chi non ha vissuto almeno una volta queste esperienze?
Ecco quindi l’idea finale, forse la più azzeccata:

Vorrei dedicare questo infausto giorno del cazzo al ricordo di tutte quelle coppie che fortunatamente non sono durate abbastanza per mandarsi a fanculo; a quelle coppie che si sono spezzate ancora prima di accorgersi che si stavano reciprocamente sul cazzo. Ai veri caduti per mano dell’amore, loro più di noi vivranno nel mito per sempre perché ne hanno visto solo la parte migliore quella romantica e non la sequela di rotture di cazzo annesse e connesse.
A loro oggi va il mio pensiero e vorrei ricordarli così elencandoli uno ad uno:

Jack di Titanic.
Trinity in Matrix.
Tom Hanks in Philadelfia.
Patrick Swayze in Ghost.
Orfeo ed Euridice.
Paolo e Francesca (possiate soffrire in eterno).
La mamma di Nemo.
Thelma e Louise.
Abatantuono in Nirvana.
Il pazzo di Tren de Vie.
Il topolino del miglio verde.
Hachiko.
Il comandante di American Beauty.
Wilson di Cast Away.
Jared leto in Dallas Bayer Club.
La moglie di Brad Pitt in Seven.
Bruce Willys nel sesto senso.
William Wallace.
Tutte le vittime di Bardem in Non è un paese per vecchi.
Jake Gyllenhaal in Brokebackmountain.
Donny Darko.
Il prete dell’Esorcista.

 

Autore

!DZ!

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