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Da Nord a Sud, chi lotta è “mamma”

16 Maggio 2019 | 2019, Numero 40

“Abbiamo pensato al futuro dei nostri figli, certo! Cibi sani, buone scuole, buona educazione, le attività sportive, tutto per il loro bene. Ma non è servito a niente… ci siamo trovate ad affrontare un problema che accomuna tutte, da nord a sud: l’inquinamento”.
Queste parole sono parte dell’intervento pronunciato dalla portavoce delle “Mamme da Nord a Sud” sul palco del Uno Maggio Libero e Pensante a Taranto.
Durante il concerto, la neo-costituita rete che mette insieme comitati, collettivi, gruppi che difendono i loro territorio dall’inquinamento, in tutte le sue forme, si è, infatti, presentata.
Una rete nata per denunciare con un’unica forte voce gli scempi ambientali che affliggono l’Italia a partire dalle tante esperienze diverse che hanno saputo guardarsi e riconoscersi in un percorso comune: “L’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo minaccia il futuro dei nostri figli – hanno scritto in un comunicato stampa diffuso attraverso la loro pagina Facebook qualche giorno dopo – L’unico grande obiettivo è portare la consapevolezza che la tutela di aria, acqua e suolo significa garantire un futuro migliore”.

È così che, quindi, le mamme campane di Stop Biocidio (che lottano contro le grandi opere, l’abuso edilizio, le speculazioni che ruotano intorno a bonifiche e risanamento ambientale) si sono unite a quelle venete che dicono “no” ai Pfas (difendendo il diritto all’acqua pulita), che le Mamme in piazza per la libertà e il dissenso (che in Piemonte sostengono gli attivisti sottoposti a misure cautelari per aver partecipato a manifestazioni e iniziative in difesa del territorio) hanno abbracciato la lotta delle leccesi che si oppongo al Tap (il Trans Adriatic Pipeline: una mega infrastruttura energetica, non strategica, inutilmente devastante per un territorio che ha fatto delle bellezze naturali e incontaminate la sua forza).

Come dicono le Mamme, a evidenziare la necessità di questa lotta sono i dati: sono quasi 90mila le morti premature per l’esposizione alle polveri sottili (Pm10 e Pm2,5), al diossido di azoto (NO2) e all’ozono (O3) (Report European Enviroment Agency); nei siti nazionali ritenuti “da bonificare” le malattie negli abitanti sono in aumento con un eccesso di mortalità rispetto ad aree non inquinate di quasi 10mila morti in più in un periodo di 8 anni (studio “Sentieri”); il 57% dei fiumi italiani non rispetta gli standard di qualità ecologica fissati dalla Direttiva Europea “Acque” e sono stati rilevati pesticidi nel 67% dei punti di monitoraggio delle acque superficiali (dati Ispra).
“Serve un radicale cambio di rotta” dicono le Mamme che (r)accolgono le istanze di Fridays for Future: “gli stessi ragazzi negli ultimi mesi stanno dimostrando a noi adulti che vogliono vivere in un ambiente salubre. Non vogliono rischiare di non avere più un pianeta dove poter vivere in salute. Le grandi opere che vogliamo sono quelle che risanano il territorio e il nostro ambiente. Sono quelle che consentono di vivere nel pieno rispetto dei diritti fondamentali alla vita e alla salute e dei beni comuni quali l’aria, l’acqua e la terra.”

Un messaggio potente, quello che le mamme lanciano, riconoscendo, nel ruolo educativo che la generazione adulta ha nei confronti dei più giovani, la necessità della lotta e della radicalità.
E anche un messaggio che rompe lo stereotipo: perché le Mamme fanno tutto questo partendo (e contemporaneamente scardinando) quella società patriarcale che le vuole uniche detentrici (perché generatrici) del ruolo di cura, crescita e tutela dell’infanzia, “naturali” portatrici dello sguardo al futuro, alle nuove generazioni.
“Abbiamo un tesoro da proteggere che non si chiama denaro e non si chiama potere. È qualcosa che non si può vendere e neppure comprare. È un tesoro prezioso e meraviglioso, l’abbiamo visto nascere, lo abbiamo visto aprire gli occhi alla vita (…)” ma, dicono, il vero titolo di “mamma” va a tutte quelle persone che lottano con amore.

Autrice

Giulia Gastaldo

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