Un mondo che vogliamo raccontare

16 Ottobre 2019 | 2019, Ottobre 2019, Parole di carta

Perché “parole di carta”? Perché quello delle parole scritte è un mondo immenso e affascinante, che ci accompagna da migliaia di anni e del quale 15121, che vuole essere uno sguardo eretico sulla realtà, non può fare a meno di occuparsi. Perché le pagine di un libro possono essere così immensamente potenti da scatenare guerre, persecuzioni e rivoluzioni, far nascere religioni, creare sistemi politici ed economici, fondare miti millenari. E sanno costringerci a pensare. Cercheremo allora di esploralo insieme, questo mondo di carta e parole. Nel modo che più ci piace e che ci contraddistingue. Non raccontando le storie ufficiali ma quelle particolari.
Parleremo di librerie indipendenti. Lo abbiamo già fatto, scrivendo di esperienze nuove e coraggiose e di altre che, altrettanto coraggiosamente, cercano di sopravvivere. Riprenderemo, quindi, il filo di quei primi articoli occupandoci di altre realtà, a partire da quelle presenti sul nostro territorio. Librerie indipendenti che attraversano oggi il momento più difficile della loro storia. Erano 1.115 nel 2010 e sono scese a meno di 800, schiacciate dalle grandi catene e dagli store online. Ma che rappresentano un vero e proprio spazio di resistenza all’omologazione e alla cancellazione del pensiero critico.
A proposito di spazi di resistenza, racconteremo l’esperienza di alcune case editrici. Anche di questo ci siamo già occupati, con l’intervista ad Ilaria, fondatrice di Capovolte. Non i grandi editori da best sellers, ma i piccoli editori indipendenti dai grandi gruppi che dominano il mercato e che rappresentano un enorme patrimonio culturale. Con cataloghi preziosi che ci parlano di controculture e controinformazione, storia dei movimenti sociali, politici e musicali, tematiche imprescindibili quali quelle di genere o ambientali e così via. Temi ed autori che difficilmente trovano spazio nell’editoria mainstream. Case editrici a volte fondate da protagonisti dei movimenti degli anni ’60 e ’70, altre da giovani reduci dalla stagione dei movimenti no-global di inizio 2000, alcune attive da più di vent’anni, altre ancora ai loro primi anni di vita. Tutte che lottano quotidianamente per sopravvivere in un mercato sempre più asfittico e sempre più dominato da poche, grandi aziende.
E parleremo, ovviamente, di libri. Nel modo più ampio possibile, con recensioni, interviste agli autori, corrispondenze dalle fiere (sempre indipendenti, s’intende!).
Tutto questo proveremo a raccontarlo soprattutto attraverso le persone che lo rendono possibile. Libraie e librai, editrici ed editori, scrittrici e scrittori. Donne e uomini che, nonostante tutto, fanno sì che le preziose parole di carta continuino a vivere.

Autore 

Fabio Bertino

Altri articoli di questo numero

Altri articoli della stessa rubrica