388

21 Novembre 2019 | !DORMOZERO!, 2019, Novembre 2019

Avventure trenodimensionali per giovani autostoppisti e altri contenuti
a cura di : !DORMOZERO!

 

Stanotte siamo andati ad un locale, una serata pazzesca. La musica era assurda e noi eravamo già ubriachi prima di entrare. Abbiamo fatto preserata a casa mia, cenando tutti insieme con un piatto di pasta e un numero infinito di birre pacco comprate al discount. La vita quando sei insieme sembra meno dura e per un attimo non sento quel sapore di ferro in bocca che mi sveglia ogni mattina.
Usciamo a mezzanotte per non disturbare i vicini che mi hanno già segnalato al palazzo, reclamando per il chiasso. Lei mi stringe la mano scendendo le scale e mi sussurra nell’orecchio di non preoccuparmi per i soldi che il biglietto me lo paga lei stasera.
Esco con venti euro, il massimo che posso spendere… e manco bastano per le siga. Sul conto mi sono rimasti cento euro e tra due settimane devo pagare l’affitto, non so come fare ma che importa stasera balliamo e non ci pensiamo. La bacio e i suoi occhi riflettono i miei, è bella anche coi suoi pensieri, coi suoi problemi che assomigliano ai miei. Per le strade fredde della città pascolano mandrie di giovani spensierati alla ricerca di un po’ di divertimento.
Al buio i segni degli scontri sui muri non si vedono ma non posso fare a meno di pensare alle manifestazioni che in questi giorni stanno scombussolando la città, alle cariche della polizia e alle bugie dell’informazione pubblica che continuano a minimizzare la portata delle nostre azioni.
Mi fermo a guardare una chiazza per terra, sembra olio secco ma è sangue.
Lei mi raggiunge, ride e mi raccoglie dai miei pensieri. La bacio e per qualche secondo le endorfine sprigionate mi investono e offuscano le miei riflessioni sul mondo.
Ma è solo un attimo e girato l ‘angolo torna quel peso sul petto, quell’ansia a cui non riesco a dare un nome, quella sensazione di fuori luogo perenne. Sarei dovuto rimanere a casa, forse era meglio risparmiarli quei venti sacchi.
Ci fermiamo in un pub, prendiamo due vodka sauer, un pacchetto di sigarette. Pago io, voglio fare l’uomo della situazione ma non ci arrivo, e lei mi allunga due euro per chiudere il conto. Il suo sorriso mi spezza l’anima e riesco a malapena a camuffare le mie sensazioni. Vorrei non dover essere costretto a farmi queste paranoie, a sentirmi sempre sull’orlo del precipizio, pensare di poter scegliere una cosa per l’altra perché manca il tempo o il denaro. Non è giusto.
Sono il futuro di questo mondo ma a nessuno sembra importare più di tanto, nonostante il mio impegno sia costante. Non sono l’unico, come me centinaia di studenti vivono una vita analoga. Non ci sono fondi dicono, eppure i ricchi son sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. Il divario sociale si allarga esponenzialmente nell’indifferenza delle istituzioni che affrontano i problemi come farebbe un consiglio di amministrazione di una qualunque multinazionale… tagli, ridimensionamenti, precarietà, dislocazione. Siamo tutti sostituibili per questa economia nessuno è fondamentale, nemmeno l’ambiente stesso che continuiamo a inquinare per permettere a un terzo del mondo di vivere al di sopra delle proprie possibilità, a discapito degli altri due terzi che affamiamo.
Il Dj mette una traccia techno Detroit che conosco. Mi infilo una pasticca in bocca e mi concentro per escludere ogni pensiero, non ha senso farsi certe pare stasera. La stringo a me, la pastiglia comincia a salire e sento finalmente quella sensazione di benessere che tanto anelavo.
Il suo copro si struscia sul mio a tempo di musica, mi viene un’erezione e le sussurro parole dolci mentre tutto intorno a noi la pista da ballo brucia, la bacio di nuovo.
Accendo una sigaretta sotto la pioggia e la fumo a pieni polmoni. Aspiro e butto fuori il fumo, come se stessi cercando di far uscire tutta l’anima, una boccata alla volta. Intorno a me altri volti ripetono lo stesso gesto, sembrano felici ma nelle loro parole posso sentire l’incertezza e la paura per il domani. Mi fermo a discutere con due sconosciuti che mi chiedono l’accendino, ci scambiamo qualche testimonianza sulla manifestazione e cerchiamo di trovare soluzioni estemporanee a problemi analoghi mentre la botta dell’alcool ci rende più stronzi, disquisiamo sul nulla.
La luce nel locale si accende, la serata è finita e ci costringe a tornare verso le nostre vite quotidiane, come se questi “due minuti d’odio” possano rimpiazzare ventiquattro ore di ansia e precarietà.
Salutiamo gli amici e ci dirigiamo verso casa. Saliamo le scale inciampando, ridendo e baciandoci. Infilo le chiavi nella porta, ci denudiamo e facciamo l’amore come se fosse l’ultima volta. Lei si addormenta, io seduto sul letto la guardo e fumo l’ultima siga. L’alba si insinua tra gli spiragli delle persiane, è giovedì e io tra poco ho lezione. Mi lavo, preparo il caffè e lo sorseggio senza pretese. Apro facebook e faccio un ultimo post. Prima di uscire mi avvicino al letto la bacio e le dico:

“Ti amo, amore mio”.

“Ti amo, Anas” risponde lei.

“Certi giorni sono tristi, meglio stare zitti oscillo tra i palazzi un po’ come gli equilibristi…” ripeto in loop le parole di questa canzone mentre penso a quello che sto per fare. Non ho paura, non ho rimorsi, ma solo il rimpianto di dover arrivare a tale sacrificio perché il mondo ci ascolti.
Il ristorante di via March Bloch è pieno… incendiamo l’opinione pubblica e vediamo cosa succede.

Lione 12 novembre 2019.

 

388€… è il valore che è stato dato a uno studente, al suo diritto allo studio, al suo bisogno di istruzione. Al suo futuro, che siete riusciti a incendiare anche stavolta.
Mentre tutto intorno affonda e scioglie, il mio cuore grida e si ferma qualche secondo pensando a questa tragedia.
La pelle d’oca mi assale…conosco bene i pensieri di quel giovane studente, le angosce, i desideri. Erano gli stessi che mi attraversavano quando iniziai il mio percorso accademico privato della borsa di studio (meritatamente vinta) a causa dei fondi miserabili di questo Ministero dell’Ostruzione e di una qualche Giunta Regionale.
Le sue parole riecheggiano, come un post che riceve troppi like:
“Combattiamo contro l’ascesa del fascismo, che non fa altro che dividerci … e il liberalismo che crea disuguaglianze”.
RESISTI COMPAGNO ANAS K.

 

 

Autore

!DZ!

Altri articoli di questo numero

Altri articoli della stessa rubrica